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venerdì 26 giugno 2015

Che siamo tutte cortigiane.

Che siamo tutte cortigiane, solo che alcune si prendono il rischio di giocare a carte scoperte e altre invece indossano in pubblico la maschera di un pudore che in realtà non hanno. Son le principesse a non dormire per colpa di un pisello, ma io son quella che mangia con le mani, lecca le dita e si alza la gonna per lavare i piedi scalzi nei fiumi. Non c'è nobiltà in me, se non forse quella d'animo.

Che se uno ha impegni imprescindibili, l'altro non ha capito un cazzo e il terzo si rotola nei propri drammi perchè ne ha dipendenza, la qui presente cortigiana non sprecherà nemmeno più un accenno di carezze con la bocca. Io di me concedo tutto, comprese poi le seconde occasioni, lo sciolgo come cera sul fuoco il mio orgoglio e lo do da bere ancora caldo al mio assassino mentre lui assapora il piacere di sentirsi cercato.

Ma terze occasioni mai. Che se uno vuole una terza occasione, se la vuole davvero, deve prima chiedersi se valga la pena di disturbarmi la serata, e poi deve venire a prendersela con la forza e beccarsi pure un vaffanculo.
Poi forse mi riaddolcisco.



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