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lunedì 22 settembre 2014

Per farti passare il singhiozzo ti serve un'emozione.

Il Dio Sole fa capolino dalla coltre grigia e disegna il cielo di azzurri e bianchi marmorizzati, il calore della sua carezza ci costringe
a spogliarci. Salite ripide e mozzafiato mozzano appunto il fiato, ma panorami d'alpe di confine, cascate flebili, fiumi impetuosi e pieni zeppi stracolmi di luci e riflessi riempiono gli occhi e il cuore stanco di monotonia. Brillano tanto che non pare vero, sotto il nostro respiro affannato. Ossigeno e pace si insinuano nella mia anima agitata. La malga di un amico, vitellini nati ieri dallo spirito selvaggio, cercano la libertà fuori dai recinti di pascoli verdi verdissimi e scoscesi. Non lo dico a nessuno, ma tifo per loro. Tifo sempre per i curiosi ribelli io. Cibo di casa, aria di casa, nuovi amici montanari e ci siamo davvero, a casa. Uno di loro ha un'avventura in nepal da raccontare. Ascolto, mi perdo, mi innamoro per qualche minuto. Distillati e frutti sotto spirito di ogni tipo. Ah beh, ci rotoliamo ora, giù per quella salita. Pioggia di montagna, ma a noi che ci frega. Pisolini etilici fra piumoni candidi. Una sperduta festa di confine con fieno sotto i piedi e spaventapasseri alle pareti, la musica è eccezionale, fisarmonica e sax, gummibearen nel mio drink, risate, giovani gentiluomini, purezza, genuinità. Tre paesi in 8 ore e non siamo nemmeno ancora arrivate.

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