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martedì 2 settembre 2014

Para bailar la bamba se necesita una poca de gracia.

La bamba.
Balli con me? No, honey.
L'ultimo me l'ha spalmata addosso alle due di un caldissimo pomeriggio di Ibiza, era l'apertura dell'Ushuaia, io avevo un costume rosso e lui si è limitato a sniffarmi l'incavo fra i seni. Il resto mi è rimasto addosso e me lo sono lavato via nello schiuma party. Io mi sono fatta solo di pessimi mojito. La festa è andata avanti per 18 ore e io non ho tenuto botta. Lui si, ovviamente. Ottima location comunque.

Gli unici stupefacenti che riconosco sono autoprodotti. Adrenalina, endorfina, estrogeni, DMT. Sul comodino ho pillole di melatonina, ma è perchè sono orfana della ghiandola madre. Volevano togliermela e non ci son riusciti, quindi l'hanno solo tichignata, comunque l'hanno disturbata. Per il mio bene, certo. Fatto sta che s'è inceppata. Ora mi impasticco, ma mica me la son voluta.

Pecco di cinismo. Ermetica che metà basta. Dorme, la mia dolcezza.
Mi scontro un po' col mondo reale, ci sono minuti in queste giornate in cui apro gli occhi sulla finestra della banalità. Mi sento leggermente comune. Penso a tratti che l'avventura che sto per intraprendere sia un fuggire, piuttosto che un consapevole guadagnare. Poi mi passa. Ci rido. A tratti ritorna. Mi nauseo. Ma nemmeno troppo. Ora che ci penso mi succede lo stesso con il sesso, il troppo e il troppo poco. Ma lo so. E' il ripensamento che precede ogni grande cambiamento. Sono umana anch'io, mi consolo. E' che io conosco la portata dell'effetto che ha quello che sto per fare. E sono impazientemente spaventata. E poi sai anche cosa? Sono disturbata dal rumore (in ordine decrescente) di un'astratta mancanza, di una piccola frustrazione, di una comprovata decennale assenza e di formativi progetti che per ora possono rimanere solo tali.

Ecco.
Confido nell'impermanenza.



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