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lunedì 8 settembre 2014

"I cimiteri sono pieni anche di eroi."

Io sono montagna, sono roccia, silenziosa, mansueta, irremovibile. Si inondano in alto i miei verdi pascoli, trasudano fango giù per le mie pendici. Cascate d'acqua rigolano fra le mie pieghe in un conciliante quanto innocuo scroscio. Il tempo lentamente mi modella. Vento e pioggia e ghiaccio e mare erodono le mie pareti e mi plasmano secondo le leggi della natura. Ma nelle mie gole e nei miei inferi nessuno ha avuto mai accesso. Quei luoghi sono il risultato inaccessibile delle storia delle mie rocce, strato dopo strato, vulcani, falde limpide e incontaminate, terremoti, spaccature, lava ancora incandescente, metalli preziosi e umile carbone. Al di fuori, tutto l'inutile scivola giù, accompagnato senza troppa grazia dall'invincibile forza della gravità. Io sto a guardarlo cadere, compiaciuta di non essermi lasciata scalpellare dalla delinquenza morale di piogge e situazioni acide, casomai solo carezzare per imparare a sentirne l'odore e scansarmi, la prossima volta. Accetto solo le influenze costruttive. Il resto me lo lascio scivolare addosso come acqua sporca.



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