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mercoledì 27 agosto 2014

"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare?"



Voglio ritrovare il giusto ritmo per il mio respiro
scottare la vecchia pelle sotto il sole per poi lasciarla cadere
lavarmi della superficialità
perdermi in posti che non conosco
voglio non sapere che ora è
voglio essere solo quello che sono nel presente
non avere passato, nè nome, nè reputazione
voglio rigoli di sudore a ricordarmi i miei limiti
e saper ringraziare per la brezza fresca che li asciugherà, sulla cima di ogni interminabile salita
voglio colori, sapori, odori a forzare i miei sensi
voglio che mi si sbatta in faccia con arroganza la consapevolezza della fortuna di essere viva
voglio sentirmi minuscola, infinitesimale parte di una natura enorme, protettiva madre, gigante, spettacolare
voglio la semplicità del ristoro dei piedi nudi su di erba fresca
voglio ricordarmi la dolce meraviglia dell'umanità
e sentire il calore dell'ospitalità e dell'aiuto che sà offrire, in cambio solo di un sorriso stanco e sincero
non voglio confondermi tra ciò che è utile e ciò che è essenziale
voglio lasciare impronte sul mio passaggio
e rispettare qualsiasi cosa abbia sostenuto il mio peso anche solo per un istante
voglio staccare acini d'uva con la bocca direttamente dalla vigna, in punta di piedi sotto i filari
voglio ricordarmi come si fa a farmi bastare solo quello che ho
voglio tenere fiori di campo nei capelli, una spiga in bocca e il vento di salsedine addosso
voglio i dolori che merito, se serviranno a pagare il male che posso aver fatto
voglio lasciar così tanto spazio ai miei pensieri per urlare nel silenzio e nella solitudine
che poi non avranno più voce per disturbarmi, e nemmeno più niente da dire
e la testa sarà vuota, vuota, vuota.

E avrà fecondo spazio per riempirsi, riempirsi di paesaggi meravigliosi, nuovi ricordi, musiche, mescolanze, conoscenze.
Io parto, e non torno. Quella che tornerà al mio posto? Ancora non conosco le sue sfumature.

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