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martedì 12 agosto 2014

#149

Una mosca vola storta verso la luce di questo pc mentre cerco di scavarmi le viscere e decidere perchè sto come sto. L'immagine che mi violenta è quella di un vinile che gira, nero, lucido, rigato, non troppo impolverato. Ci sono delle carte da poker, poggiate sparpagliate su di un tavolo, poi ventagli, e spade. La luce è rossiccia, di un sottoscala. C'è anche del fumo, condensa di sospiri sommessi. Ci sono delle persone, ma non le vedo, il loro vociare è cotonato. Fa caldo, umido, unto, appagante. Tearoom a luci spente, in orario di chiusura, clandestina. Non riesco a capire.

Piove e io non respiro, non dormo, non mi tocco, non mi vesto, non gioco con l'apatia.
Chiamata senza risposta. Ecco. E' colpa di una piega che non so se mi piace, ma soprattutto della mancanza. Asfissiante.

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