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lunedì 25 agosto 2014

Quando sarò grande, voglio essere un artista.

#ricordo

Una mamma con un bimbo di tre anni occhialuto e paffuto si affaccia alla vetrina, io sono lì dietro per sbaglio a sistemare della biscotteria, invece che dietro le quinte in laboratorio. Quella mamma un po' timida osserva la mia divisa, anche un po' sporca e consumata dal lavoro, e approfitta per chiedermi a chi si può rivolgere per le torte di ordinazione. "Direttamente a me signora, di solito me ne occupo io." Sorrido, ed esco da dietro il bancone. Quel bimbo paffuto tiene la mano alla sua mamma e mi guarda. Io con lei decido gusti, dettagli, precisazioni. Giacomo mi fissa. E dopo qualche minuto si fa coraggio e dal basso mi tira il grembiule.
"Signora, a me piacciono gli insetti. Fammi una torta con gli insetti."
La mamma ride. "Lascia stare Giacomo, buono su!"
Io annuisco e mi chino sulle ginocchia, "ti piacciono gli insetti? e che insetti ci mettiamo?"
"Tutti! Tutti! I ragni le mosche le formiche!!!" si annebbia, poi si fa serio "...però le farfalle no, che sono da femmina."
"Ok. Giusto. E le coccinelle, ti piacciono le coccinelle?"
guarda la mamma, poi me. E' dubbioso.
"Mh. A te signora ti piacciono le coccinelle?"
"Si che mi piacciono le coccinelle! Guarda, ne ho proprio qui una che porto sempre con me.Vedi?" Gli mosto il tatuaggio dietro l'orecchio.
"Guarda mamma guarda mamma!! Ma è un disegno?" lo tocca per accertarsi che non sia viva. "Allora si mi piacciono anche a me le coccinelle."
Ecco. Straordinari per disegnare insetti di cioccolato da piantare e animare sulla torta, paesaggi di sottobosco, eserciti di formiche e panciuti ragni di cioccolato, fragolcoccinelle e liquirizie per lombrichi.

E' quando la mamma al momento di ritirare la torta si commuove, mi fa chiamare e mi abbraccia nonostante la farina e il cioccolato sparso che ho addosso, che capisco di aver compiuto la mia missione. 

E poi ancora mi chiedono chi me lo fa fare, di alzarmi alle 3, di farmi il culo ore su ore, di sottomettermi a gavette nonnismi e gerarchie, di non sentirmi mai all'altezza perchè c'è troppo da imparare e ce ne sarà sempre, di fare un lavoro pesante quando potrei preferire una scrivania.

Il risultato del mio lavoro prende il suo senso nel viso delle persone. Meravigliosa piena soddisfazione. L'emozione e l'onore di poter rendere ancora più speciale un momento speciale. Ecco cos'è.



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