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mercoledì 7 maggio 2014

Perchè la bellezza è nata quando qualcuno ha iniziato a scegliere.

"Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! Morto, tutto è... Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l'allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, be'... buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua... Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono!"

Alabastro della Valle dei Re trasuda luce di cera. Pioggia contro i battenti. La mela della buonanotte. Sono notti che non dormo. Che poi alle 2 con le gambe isteriche mi alzo bevo gazzosa e disegno contorni neri disordinati a quel disegno sul muro. Ogni modifica mi riflette nel momento in cui l'apporto. Come molte delle cose che inizio, quel disegno è lì da anni, e non l'ho ancora portato a termine. A periodi ci rimetto mano, copro, cucio, aggiusto, aggiungo. Oltre al colore deve aver assorbito anche risa, ironie, urla, sfighe, lacrime, pelle morta, sudore, centinaia di orgasmi con me stessa, lacca, sangue, gesso, sbronze, selfies, metà dei profumi che ho cambiato, gusti musicali improbabili in evoluzione, corsetti, rossetti, peli dei gatti. 

Adesso io c'ho sta cosa che voglio mettere ordine nella mia vita, nei miei armadi, nei miei sentimenti. Quindi fermi tutti. Sono in fermento e di controparte traccio contorni neri disordinati nei miei disegni. Non posso mettere ordine se non controbilancio l'eccesso di ordine che sto mettendo con un filo di disordine. E' come quella fissa che c'ho di rigirare in senso orario una cosa che ho girato in senso antiorario e viceversa. Un'anima in pena.

Da tutto quest'ordine, che per ora si riempie solo di cose appena inziate, tutte in corso e nessuna finita, mi sto facendo sopraffare. Soffoco. Annaspo. Quindi vado a farmi un frappè alle fragole con il latte scremato e la mela della buonanotte la mangio più tardi.

Più lo guardo e più lo vedo, per quello che è. Lo vedo quanto è un incasinatissimo collage. E' colorato, storto, un'accozzaglia di stili, non una linea retta. Ho voluto la mia inquietudine. 
Si, mi piace.

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