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martedì 12 novembre 2013

Sradicata

E' come spaccare con un ascia l'esatta metà verticale di un albero mastodontico, dalla cima alle più profonde radici. E poi sradicare le due metà e trapiantarle altrove. Dove prima c'era una casa, ora non c'è più nemmeno terra solida. C'è un buco grosso così, pezzetti di radici morte e foglie cadute, linfa vitale passata a miglior vita e sangue, ricordi e lacrime, rabbia, nervoso, pena, urla.
Non ho più solidità, radici e certezze sotto i piedi.
Mi sento galleggiare nell'aria, sopra un buco nero e chissà quanto profondo.

Una famiglia che si sgretola, la nostra.
Ancora non digerisco.
Mi viene ancora da vomitare, sinceramente.


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