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giovedì 2 agosto 2012

Cause i'm a gypsy.

Prendi un albero mastodontico.
E' estate. In un grande prato di collina.

Migliaia di foglioline verde acceso, i rami più forti a sostenere i più piccoli e teneri appena nati. Un grande enorme fusto che non potresti circondare con un abbraccio. I nodi. Le cicatrici di qualche segno di taglierino, un cuore disegnato e due iniziali. La luce del sole che filtra fra i rami, la voce del vento fra le sue foglie, la sua grande ombra ristoratrice.
Le radici nascoste, ma salde.
Più l'albero spingeva per crescere verso l'alto, più le radici sono diventate forti, piantate a fondo nella terra e più è stato loro chiesto di lavorare, succhiare acqua e sostentamento. Non catene ma solida invisibile base di partenza per elevarsi sempre più in alto, fiorire e dare frutti.
Una stretta dipendenza, un profondo rispetto, una parità di diritti tra il sotto e il sopra la terra.

Perchè la natura, a differenza nostra, conosce sempre il giusto equilibrio.

Tutti abbiamo radici profonde, ben salde a dove siamo nati.
Non tutti abbiamo però il naturale istinto di allontanarcene.
Più forte sarà il coraggio di andartene più avrai occasione di crescere, fiorire e dare frutti.
Senza salde radici un soffio di vento potrebbe abbatterti.
Ma senza tentare di andare lontano, e limitandoti a sbucare da sotto terra, troppo legato alle tue radici e poco curioso di cosa siano l'ossigeno e il sole, rimarrai limitato al buio, senz'aria,
nè luce,
nè crescita,
nè fiori,
nè frutti.

Guardate oltre il vostro naso, il vostro paese, la vostra cerchia, le vostre abitudini.
Vagabondate.


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