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venerdì 1 giugno 2012

Sto male.

Non posso star dietro ai bassi fondi e all'ignoranza inconsapevole e menefreghista di un bronx professionale che non ha nulla da offrirmi e contemporaneamente ai più alti ranghi di una società artisticamente elevata, consapevole, ricca e piena ma al tempo stesso alienante, sanguisuga dei miei spazi e tempi, certo trampolino verso la nobiltà ma piena stracolma traboccante di sacrifici rinunce e morsi alla lingua.

Mi trovo di fronte ad una scelta che non lascerà via di scampo alle probabilità del mio futuro.
Due direzioni, due differenti priorità.
A cosa sono disposta a rinunciare?
Non si parla di bagigi qui, ma della direzione che voglio dare alla mia carriera.
E di conseguenza, a seguirla, alla mia vita.

E non so cosa voglio. Non so se voglio la nobiltà e i frutti della dedizione e l'orgoglio di arrivare in alto altissimo nel mio lavoro. Non so se voglio riconoscimenti morali e materiali o perlomeno concorrere ufficialmente per ottenerli e soprattutto non so se potrò vivere solo di quelli ed essere felice e priva di rimpianti per le mie rinunce.
Non so se invece voglio "accontentarmi", di un buon posto certo che non sarebbe cmq da me accantonare l'ambizione, e di dedicare il mio tempo a quello che ho desiderato fino all'altro ieri prima che certe opportunità bussassero alla mia porta di ragazzina fortunata. In fondo è una vita semplice quella che ho sempre sognato, una casa, una famiglia, visitare quanto più possibile del mondo, lavorare con dedizione ma senza affanno.

Ho l'impressione che dovrò dormirci su da qui a settembre, per capire...capirmi.

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