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lunedì 5 marzo 2012

"E' il caos. Ma un caos meraviglioso, arroventato da una pressione inesorabile, braccato dalla furia di quel pianista a cui tutto sta sfuggendo e che pure a tutto riesce a dare un assurdo ordine."
Baricco, Barnum

E' stato un week end molto difficile.
Sarà un mese molto difficile.

Ho tanto da dire che mi frulla dentro e mi logora. Sta li, non si lascia decifrare scomporre digerire elaborare. Non riesco a capire, capirmi. C'è qualcosa, c'è tanto dentro. Ma Dio mio non esce. Una confusione immane, un bordello fatto di pensieri intenzioni desideri voluti incompiuti sospesi rimandati negati. Io non lo so più, cosa devo fare prima e cosa dopo. Quali scatoloni chiudere e quali lasciare ancora aperti che non si sa mai. Non so più quali addii sono importanti e quali invece inutili. Non so che luoghi andare a salutare, quali fotografare. Perchè i ricordi sono si nella testa, ma io non mi fido della mia. Che non voglio dimenticarmele certe emozioni, sensazioni, abitudini. E non so come fare a conservarle, portarle con me mentre cammino dritta spedita testa alta sguardo avanti, ma portarle con me. Non le voglio lasciare indietro perchè non sto scappando da nulla. Perchè sto camminando in avanti senza voltarmi, ma affezionata e arricchita dei passi che ho fatto fino ad ora.
Mamma mia.

Stop.
Tregua.

Silenzio.
Metto un disco.


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