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venerdì 6 maggio 2011

E' vero che di fronte ad un colossale cambiamento, di fronte alla porta aperta del treno che va esattamente dove volevi andare, diretto, senza cambi, che passa per caso proprio in quei 5 minuti che sei lì in stazione e nemmeno sai perchè ci sei passato, a volte preferisci non salire. Ci sono volte in cui non eri lì per prendere un treno, ci passavi per caso, ma non avevi intenzione di partire, lasciare tutto, abbandonare la tua vita, lasciare a metà qualcosa che stavi creando con tanto sudore. Ci sei passato solo per guardare i treni passare e sederti a osservare la gente che corre, siede e aspetta, paziente, ansiosa, sbuffante, beve un caffè, paga un biglietto, sbircia le riviste dell'edicola, ognuno con una sua destinazione. Non è affascinante? Tutti lì per andare altrove, migliaia di possibili destinazioni, migliaia di motivi per raggiungerle, migliaia di vite diverse. Mi fa sempre sorridere, quando sto lì, anch'io una di loro, e li osservo seduta sulla mia valigia fuxia della carpisa, ormai distrutta, ma sempre grande.
Grandissima valigia fuxia della carpisa compagna di cosi tante attese, salite e discese, ti stimo. Credo non la butterò mai, quella valigia.

Io non sono pronta a salire, non è il momento. No.

5 commenti:

  1. hanno sguardi buoni gli angeli sulle anime che imparano ad essere pazienti...

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  2. "La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto" Charles Bukowsky

    Quando ho letto le tue parole, mi è venuta subito in mente la frase si Bukowsky. Le stazione, i treni ne hanno vita da raccontare!

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  3. Tempo al tempo,
    angeli e demoni,
    e Bukowsky.
    Si, mi piace.
    :)

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  4. "Bucoschi" per alcuni aspetti è più che un toccasana.

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