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giovedì 3 febbraio 2011

C'è anche un ragno, là in fondo nell'angolo.

Per cercare della pittura bianca ho aperto la porticina bassa della soffitta, sapeva di muffa. Ci teniamo dentro le cianfrusaglie inutili, le carte ammucchiate della banca, un materassino gonfiabile, le scatole degli elettrodomestici per la garanzia, i debiti, i cavi tagliati, gli scampoli delle stoffe, il trasportino del gatto, polvere, aria chiusa, un materasso singolo, vecchi cd, sogni e progetti ben conservati di una convivenza che era fresca fresca e ormai si è esaurita.

Non so. Ci guardavo dentro chinata, infastidita dalla mancanza di ossigeno.
Sono andata fuori in terrazza, a prendere una boccata d'aria gelida.

Il sole mesi fa tramontava qua di fronte, dentro il balcone, esattamente dietro la sua ringhiera verde, che ancora faceva luce per due ore. E adesso tramonta tutto a sinistra, là in fondo, dietro i fumi rosa della perugina, che sembrano km di luce lontana e persa e sprecata. Non è che siano male, i fumi rosa della perugina, ho tentato più volte di fotografarli, perchè sono...belli, si.
Però sta cosa che i tramonti si spostano, non mi piace. Ti spiattella in faccia quanto hai accumulato, dentro quella stanza, senza rendertene conto, di come il tempo passa, e tu crei castelli di carta scatola su scatola su scatola. E non cadono solo perchè il soffitto è basso, e sei arrivato in cima.

Ci abbiamo buttato dentro tutto quanto era in più, tutto quanto non sapevamo dove altro mettere, pigri, pieni, demotivati.
Ma che ci serve, a noi due, per sistemarla, quella soffitta?
E' da agosto che apriamo quella porticina solo per buttare dentro e nascondere alla vista, e mai per tirarne fuori qualcosa di buono.

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