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domenica 12 dicembre 2010

19 giugno 2007

"Una valigetta piene di certezze, un porto dove sai esserci sempre un’attracco pronto, e un faro a indicartelo, la consapevolezza di stare seduti su una zattera che ti porterà esattamente dove vuoi, quando vuoi, spesso ti fanno sentire grande, potente, sicuro. Spesso ti fanno guardare dall’alto in basso chi invece va a nuoto e si lascia portare dalla corrente, senza conoscerne il percorso. Ma più spesso ti capita di invidiarli, perché chissà come mai, hai sempre l’impressione che loro si divertano di più, e che alla fine forse non avranno una valigia colma di certezze, ma di sicuro un baule pieno di esperienze, momenti, ricordi, emozioni, nate tutte cosi, per caso, e forse per questo più intense.
Io non lo so cos’è meglio. Però anche a me, dall’alto della mia comoda zattera, capita spesso di pensare che ho sbagliato, che dovevo prendere la strada opposta, che forse era il caso di buttarmi in acqua e prendere la mano di chi come te si lascia portare dalla corrente e nemmeno cerca un appiglio. Poi però finisco sempre per preferirmi così come sono, con quello che ho e che mi sono guadagnata, con i miei punti fermi e il mio procedere consapevole, curioso e interessato, ma consapevole."

Era più di tre anni fa, lo scrivevo ad un "amico", un po' rammaricata per i nostri voleri così diversi. E ora che le cose si sono ribaltate, se anche fosse che si potesse, cmq non ci si piglierebbe, nemmeno stavolta.


Forse parto per Londra, ecco il punto.

I piedi come valigia, il mondo come famiglia.

Non so che centra lui, in questo post, con il mio partire, con il mio crescere, con il mio volere. Però centra, ce l'ho in testa, oggi, me l'ha ispirato lui, sto post.

E sì che non scrive più, almeno da un paio d'anni.
Un gran peccato.

2 commenti:

  1. I piedi sono una comodissima valigia, ci metti dentro un sacco di roba!

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  2. Come stare tutta la vita in piedi sopra il nostro bagaglio. Ci sorreggono per tutta una vita, i piedi.

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