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domenica 14 novembre 2010

Forse una piccola anemone?

Alla fine, mi viene voglia di parlare da sola. Voglio dire, mi siedo sul divano avvolta in un asciugamano rosa dopo una doccia calda, con un docciaschiuma azzurro che quando l'ho comprato mi piaceva, ma che adesso mi nausea, boh. Cmq, la lampada dell'ikea fa sta luce soffusa, io sono sul divano tutta assopita, il micio dorme (ma va?), la casa è vuota, mi giro e vicino a me, qua vicino, c'è un posto vuoto.
Alterno sorrisi e sguardi seri. Distolgo lo sguardo e lo rivolgo. Poi riguardo quel posto vuoto e attacco un discorso. Ma no, è sempre vuoto. E che volevi? Starò mica diventando matta?

Stamattina presto mi sono decisa a guardare La leggenda del Pianista sull'oceano. Non ne avevo mai avuto il coraggio. Voglio dire, quando ami visceralmente un libro, del film che ne hanno fatto un po' te ne freghi. E lo snobbi. Nessuno immaginerà mai al tuo stesso modo i paesaggi e i visi che la tua mente crea mentre la leggi, una storia. E i film li rovinano. Li cancellano. Avevi un paesaggio bellissimo in mente, poi 4 fotogrammi messi in croce pensati da un estraneo gli si sovrappongono, e lo cancellano, e non torna più.
Alla fine cmq mi è piaciuto, il film. Ma non mi è piaciuto come hanno raccontato la storia dei quadri. E' la mia parte preferita, dai. Carino il vecchietto che si spaventa ad ogni FRAN! ma no, non è cosi che la immaginavo. Non è così, buttata un po sull'ironico, di un tizio che racconta la conversazione chiodo-quadro come parlasse di un'intercettazione telefonica.
Nossignore. La scena dei quadri è una stanza vuota, illumita dalla luce naturale di un pomeriggio autunnale che penetra da una vetrata, là, in fondo al corridoio. Sembra la sala d'aspetto di uno studio medico, vuota. E poi c'è questo quadretto appeso, con il suo chiodino, il resto della parete vuota, una cornice bianca e spessa anni 80, un piccolo fiore di campo viola con grandi foglie disegnato su di una carta un po' ingiallita. Punto. Non parlano, nessuno li racconta.
E poi, FRAN!

Nient'altro.

4 commenti:

  1. amo la storia.
    e adoro come scrivi!
    buona serata ire :)

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  2. Ciao, ma che carino il tuo blog! La leggenda del pianista sull'oceano l'ho visto anni, molto bellino, mi aveva colpito. Il libro non l'ho mai letto. Penso anche io che il libro sia sempre più interessante del film... è bello usare la fantasia della mente.

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  3. Questo libro in particolare, conserva anche i ricordi di alcuni momenti della mia vita. 65 pagine si leggono in poco più di un paio d'ore, il tempo di un viaggio in treno, di un'interminabile attesa per la riapertura della porte di una sala operatoria, di una notte che piove e non riesci a dormire.
    Forse non è solo la storia, a pensarci.

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