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giovedì 18 novembre 2010

Domandarsi perche' quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore.

Mi porto addosso sto maledetto stato di tristezza. Non è malinconica, ne dolorosa, ne grigia. E' amara. Che ci faccio da spettatrice nella mia vita quando il mio posto dovrebbe essere sul palco? Ma chi sto aspettando? Ma che me ne frega poi? Ma non mi vergogno? Mi masturbo per distarmi dalle paranoie, mi masturbo di paranoie. Ma che mi prende? Sveglia, Ire.

5 commenti:

  1. ire

    la masturbazione sa di palliativo.
    per quanto piacevole.
    ma madame, non è mai troppo tardi per salire sul palco.
    motivati, perseguiti, raggiungiti.
    superati ;)
    un abbraccio enorme

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  2. "Non denigrare la masturbazione. È fare sesso con qualcuno che amo." Woody Allen
    In fondo è un ottima cura, non solo palliativa (e farò un monumento a wikipedia io)! :)

    Cmq, la vita riserva sempre sorprese, svolte che non dipendono dal tuo volere, ma che lo incontrano, per fortuna. Da ieri a oggi, poteva cambiare tutto. E infatti!

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  3. ciao irene!mi chiamo martina e vengo anche io da perugia!complimenti x il blog!mi piace molto ^^
    mi farebbe piacere che visitassi il mio e se ti va seguimi!naturalmente ricambiO! =D un bacione e ti aspetto

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  4. questa e' una delle sensazioni che provo piu spesso
    spettatrice della mia vita
    ho anche scritto una poesia
    MI VIDA SIN MI

    che patina appicicos al'esistenza..
    poi tutto ad un tratto mi ricordo che sono viva

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  5. @ la mì
    faccio una capatina :)


    @ Sunshine
    fortuna che non appiccica come la carta per le mosche nelle cantine dei nonni. Col cacchio che ci ricordavamo d'esser vive, se ci si appiccicavano le ali su quella. Ti seguo, guapa.

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