Translate

giovedì 21 ottobre 2010

Tanto che non scrivo. E' che scrivo sempre solo quando i miei stati d'animo versano in qualche bulimica carenza di affetto e-o soddisfazione, e adesso per quanto il mio futuro sia privo di progetti certi, allo sbaraglio di un'indecisione, pieno di troppe incognite per delineare un benchè minimo tratto del percorso da seguire, neanche a matita, comunque sono serena. Ben chiaro il mio obbiettivo, per ora non voglio pormi troppe domande, faccio il mio, non guardo troppo in avanti, mi godo un momento di stallo consapevole, con la serenità che da un paio di mesi mi accompagna.
E quando sono serena non scrivo.

Stamattina la prima -e forse l'ultima?- nebbia, che quasi mi sentivo a casa.
Nella credenza ho allestito una collezione di the caldi, new-entry di ieri un pail rosso per il divano, la settimana scorsa ho comprato il libro di Saramago. Sta iniziando l'inverno, non vedevo l'ora.
Era un po' che non pensavo a quel libro, ma poi mi si è presentato davanti con prepotenza, capitandomi in mano per caso durante una scappata alla feltrinelli del centro con un paio d'amiche. Era inspiegabilmente in mezzo ai libri di cucina, ci credo a ste cose, e anche a non volerlo l'avrei dovuto comprare comunque.

1 commento:

  1. Allora l'hai preso in mano ed hai pensato..Cotto e mangiato?
    Non vedevo l'ora scrivessi, a presto spero.

    RispondiElimina