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domenica 5 settembre 2010

Omaggio

"Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell'individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l'amore alla guerra, perché anche l'amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo.
Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà un modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo."
1967 - Filosofia del rifiuto, Diario degli Errori, Ennio Flaiano

Il diario degli errori di Flaiano è un libretto di 170 pagine che alla seconda già pensi non ti porterà da solo fino alla fine, a patto di tue personali autostimolazioni, sembra insulso, una raccolta di pensieri sparsi pubblicati post-mortem da qualche parente senza ordine cronologico, ne filo logico. I vaghi sbarellanti pensieri di uno che ha vissuto gli anni 60 da una posizione privilegiata, ma comunque mortale.
Invece, poi, inizi ad impararli, gli anni 60, a capire che tutto ciò che siamo ora, già erano i nostri genitori. Prezzemolo di plastica nei fastfood, Sanremo una roba per vecchi, l'italia dei ladri, la moda che d'improvviso veste tutte di colbacchi e sembran tutte cosacchi, il cinema in crisi delle storie sempre uguali, il sale di una civiltà: i vagabondi, preti astrologi e santi in intrallazzo.

A me è piaciuto, Flaiano.
Un gran tizio.

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