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sabato 15 maggio 2010

E' per te il colore delle foglie, la forma strana delle nuvole

Sono colta da picchi allucinanti.

Ieri avevo fame. E sonno. E ho dormito e mangiato tutto il giorno.

Oggi sono in pieno bisogno creativo.
Ho voglia di dipingere, una viscerale voglia di dipingere, disegnare, abbozzare, dare colore. Dare dare dare colore. Mi si annoda lo stomaco e mi si eccitano le membra al solo scriverlo, dare colore.
Che cavolo. Ed è tutto il giorno che cerco scarabocchio e cancello bozze di idee.
Bamboline, papaveri, altalene, alberi che sembrano zucchero filato, nuvole, orizzonti.
Stesa sul letto, continuo a rialzarmi e sedermi, e ristendermi, sedermi, stendermi, su, giù. Le gambe stese, incrociate, girate, alzate. Sembro una scema con le gambe all'aria. Il mio sabato pomeriggio, colta da un'irrequietudine, da un erotismo che non trova sfogo, da una fame che ti brontola nelle viscere. Cartagommamatita e pastelli, e poi l'illuminazione, pennarelli. Voglio fare un quadro grande come un muro. Anzi, devo. Se non lo faccio sento che finirò per mettermi a urlare.

Si lo so, è evidente, sono in preda ad un delirio isterico.

Mi prendono pomeriggi, giornate cosi.
Mi chiedo se capiti a tutti. Non di avere giornate cosi. Mi chiedo se capita a tutti di essere creativi. Ci ho pensato spesso. Non so scrivere oggi, ma ci provo a farmi capire. Voglio dire. La creatività è sempre stata qualcosa di scontato nella mia vita. Io sono cosi, allo stesso modo di come mi viene di essere dolce, del mio sorridere sempre. Sono cosi punto. E non mi riesce di pensare che alle persone non riesca naturale. Come si fa, non so se mi spiego, come si fa nel guardare le nuvole a non vederci nulla che assomigli a qualsiasi cosa. Come si può rimanere impassibili davanti a 10 tipi diversi di carta. Come di fa a non apprezzare e a non incantarsi davanti alle manifestazioni dei colori. Come si fa a comprare un biglietto di auguri già scritto e stampato in migliaia di copie tutte uguali. Come si può affidare il confezionamento dei regali di natale alle commesse del centro commerciale.

Come si fa a non eccitarsi all'idea di creare?

Fatto sta.
Fatto sta che oggi sono in piena crisi ormonale da sindrome dell'artista. Ci credo che poi gli artisti sono tutti dei fattoni psicologicamente instabili tendenzialmente depressi ed emarginati che abitano solamente il loro mondo. Unici cittadini eremiti (e mica per scelta) del loro piccolo mondo bacato.
A me oggi mi pare di impazzire.
Mamma mia.

Che faticaccia nascere creativi. Io se lo sapevo, non ci nascevo. O forse si.

1 commento:

  1. a me è parso di impazzira un po' oggi, un po' anche ieri, un po' sicuramente anche domani. a parlare di picchi mi viene in mente ogni dannata mattina con milioni di voglie, milioni di propositi, e ovviamente senza voglia di andare a lavoro, chiaro. come è chiaro che poi porto a termine davvero poco alla fine della giornata.
    e comunque dico che si, o ci nasci, o, cristo, eccome se telo scegli.

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